Passa al contenuto

Incontra il Maglificio di Andrea e Figli

MAKERS MATTER

Alessandro, il fondatore di Artknit, ha passato una giornata insieme ad uno dei nostri artigiani, Andrea, nel suo laboratorio a Cesena, in Emilia Romagna, per parlare della sua storia e del futuro dell'artigianato.

Ciao Andrea, che bello rivederti! Prima di iniziare, potresti raccontarci come tutto è iniziato?

Ciao ragazzi, è un piacere avervi qui! Allora, il maglificio è stato fondato dai miei genitori negli anni '70, dopodiché io ho rilevato l'attività di famiglia nel 1998, ma ormai sono quasi quarant'anni che faccio questo lavoro. Quando i miei genitori si sono sposati, hanno deciso di aprire un'attività in proprio perché mia madre era una magliaia - letteralmente, lavorava con macchine manuali nel seminterrato di casa nostra. Mio padre ammirava la sua passione e decise di investire nel suo lavoro. Così, all'improvviso, comprò tutte le macchine necessarie e insieme avviarono una vera e propria attività. Mentre lavoravo lì, mia moglie Manuela venne a cercare lavoro a bordo della sua Vespa, insieme a sua madre. Alla mia famiglia piaceva molto, così ci hanno spinto a lavorare insieme nella stireria, e dopo qualche mese ci siamo innamorati e ci siamo sposati. Da quel giorno non ci siamo più separati.

"Qualcuno ha detto che se sei davvero appassionato di ciò che fai, renderai entusiaste anche le altre persone. Questo è lo spirito che io e mia moglie vogliamo condividere con il nostro team".

E quali sono i progetti futuri del maglificio?

Ora che i miei genitori non sono più parte dell'attività, io e mia moglie ci dedichiamo completamente a questo lavoro: addirittura consideriamo il maglificio come il nostro terzo figlio!

In futuro, vorremmo che i nostri due figli prendessero in mano l'attività, dato che hanno sempre lavorato con noi durante l'estate. Siamo stati fortunati perché in quel periodo si sono appassionati alla programmazione delle macchine.

Uno dei nostri figli, Daniele, è già capo reparto e possiede parte delle quote dell'azienda. Vogliamo farli sentire il più possibile parte del team.

Qualcuno ha detto che se sei veramente appassionato di ciò che fai, renderai entusiaste anche le altre persone. Questo è lo spirito che io e mia moglie vogliamo condividere con il nostro team: essere entusiasti e portare positività ogni giorno, in modo tale da ispirarli, farli sentire bene e lavorare verso gli stessi obiettivi.

Quante persone lavorano qui?

Siamo un gruppo di 22 persone in totale, di generazioni e provenienze diverse, ma la nostra passione è la stessa.

Per esempio, Antonella lavora con la mia famiglia da 48 anni e fa fatica a staccarsi da questo lavoro perché le piace davvero tanto. È una gran lavoratrice, ma ciò che più conta è che ama ciò che fa ed è il pilastro del nostro team.

Il gruppo è abbastanza grande, ma ho deciso di investire nel capitale umano perché volevo costruire un laboratorio integrato verticalmente nel quale ogni fase viene gestita, controllata e realizzata all'interno del laboratorio: dalla tessitura, al cucito, fino al lavaggio e alla stiratura. È così che possiamo garantire ogni giorno una qualità superiore.

Con il progredire dell'innovazione, le regole della produzione si evolvono. Cosa significa il Made in Italy per te e per il maglificio?

Il Made in Italy per noi non è solo un'etichetta, è una filosofia che guida tutta la nostra produzione: è un modo specifico di lavorare con un occhio attento ai dettagli e al passo con i tempi, senza dimenticare dove tutto è iniziato.

Purtroppo, in Italia ci sono sempre meno maglifici perché il costo della manodopera è troppo alto rispetto ai Paesi dell'Est e i clienti tradizionali non sono disposti a pagare di più per la qualità dei loro capi.

Per questo motivo, lavoriamo solo con partner selezionati che condividono i nostri valori e la nostra visione, perché sanno che per noi il Made in Italy è anche un simbolo di sostenibilità. Vogliamo continuare a fare le cose nei tempi giusti e nel modo migliore possibile, rispettando le persone e l'ambiente che ci circonda.

Cosa ti ha spinto a diventare parte del nostro progetto?

Quando mi avete chiamato per la prima volta ero un po' dubbioso, dato che eravate così giovani e con una prospettiva completamente nuova su questo settore. Non credevo che la vostra idea di vendere direttamente dai produttori avrebbe potuto fare la differenza, ma poi ho dovuto ricredermi. Quando abbiamo iniziato la collaborazione, ho capito che lavorare con i giovani significa lavorare per il futuro e che è importante dare fiducia alle nuove generazioni.

Come vedi il settore della maglieria e dell'artigianato nel futuro? Come dovrebbero evolversi o cambiare per mantenere un ruolo nella società futura?

Purtroppo, le statistiche non sono dalla nostra parte. I numeri indicano che tra 5-6 anni non ci sarà più forza lavoro per svolgere questo lavoro. Speriamo che non sia così.

Mia moglie dice sempre che se la nostra generazione si arrende, come possiamo aspettarci che le nuove generazioni seguano i nostri passi?

Dobbiamo educare e guidare questi ragazzi per mantenere vivo l'artigianato e facilitare il ricambio generazionale. Crediamo che ogni artigiano debba concentrarsi su questa sfida. Abbiamo una responsabilità, e se non ci concentriamo su di essa, l'artigianato e il know-how del Made in Italy potrebbero scomparire prima di quanto ci aspettiamo.

Leggi gli ultimi articoli del nostro Journal

Disponibilità