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Estate italiana: quando la maglieria è diventata uno stile di vita

Una maglia sulle spalle dopo una nuotata al mattino. Una polo indossata senza pensarci troppo, tra un pranzo sulla terrazza e un aperitivo che si allunga fino al tramonto. Una t-shirt in maglia che ti accompagna per un'intera giornata. Capi nati per seguire il ritmo lento dell'estate, quando vestirsi significa scegliere la semplicità e la comodità.
Oggi, questa stessa idea prende forma attraverso una nuova interpretazione della maglieria estiva: capi leggeri realizzati con fibre naturali come lino, cotone organico
e lana ultrafine, scelti per la loro capacità di accompagnare il corpo con naturalezza anche nei mesi più caldi. La maglia estiva non è soltanto una questione di leggerezza,
ma di equilibrio tra comfort, traspirabilità e costruzione.

Il primo gesto di libertà: quando la maglia esce dal campo da tennis

Prima di diventare un simbolo della Riviera e dell’estate italiana, la maglia leggera nasce da un piccolo atto di ribellione.
Nei circoli da tennis europei degli anni Venti, l’eleganza sportiva segue ancora regole precise: camicie rigide, colletti chiusi, tessuti pesanti che poco si adattano al movimento. È in questo contesto che un giovane campione — René Lacoste, numero uno al mondo in quegli anni e futura leggenda dei campi francesi — decide di cambiare prospettiva e sostituire l’uniforme tradizionale con qualcosa di completamente nuovo: una maglia più morbida, corta, libera.
L'idea, a quanto pare, gli venne osservando un amico, il Marchese di Cholmondeley, indossare a bordo campo una maglia da polo, pensata tutt'altro che per il tennis: "un'idea pratica", pensò Lacoste. E decise di farne fare qualche esemplare su misura.
Il campo è illuminato dal sole del pomeriggio, le sedie degli spettatori sono allineate ai bordi della terra rossa, gli altri giocatori indossano divise formali. D'improvviso spunta una nuova silhouette, più essenziale, più vicina al corpo, più adatta al movimento.
In pochi istanti cambia qualcosa: l’eleganza smette di essere sinonimo di rigidità.

Nasce l’idea che un capo possa essere raffinato proprio perché lascia spazio alla libertà. Che si possa essere impeccabili senza apparire artefatti.
È lo stesso principio che ancora oggi guida la costruzione della maglieria estiva contemporanea: creare capi capaci di seguire il movimento, con lavorazioni che valorizzano la naturale elasticità della maglia e fibre selezionate per offrire comfort a contatto con la pelle.
Da lì in poi i giornalisti sportivi iniziano a chiamare Lacoste "il Coccodrillo", per la tenacia con cui non mollava mai la presa su un match. Un soprannome che lui stesso, con un pizzico di ironia, sceglierà di ricamare su ogni maglia a venire.

La Riviera italiana e la nascita di un nuovo modo di vestire

Riviera italiana, fine degli anni Cinquanta.
Il rumore delle barche che rientrano lentamente in porto. Il sole che illumina le facciate color pesca e ocra. Le tovaglie bianche sulle terrazze, i bicchieri lasciati sui tavolini dopo un aperitivo, l’ombra delle tende che si muove con il vento del pomeriggio.
È un’estate sospesa, fatta di giornate lente e serate che sembrano non finire mai.
Il maglierista lucchese Giancarlo Venturini interpreta lo spirito del tempo attraverso una nuova idea di abbigliamento: capi coordinati, leggeri e rilassati, pensati per accompagnare momenti diversi della giornata. La sua intuizione è semplice, ma cambia il modo di guardare alla maglia: non più soltanto un capo funzionale, ma un elemento capace di raccontare un’attitudine. Un modo di vestirsi e, soprattutto, un modo di stare al mondo.

La ricerca sulla maglieria estiva nasce proprio da questa capacità della lavorazione a maglia di trasformare materiali naturali in capi dall’identità precisa: una polo può avere una struttura più definita, una t-shirt una mano morbida e leggera, una camicia in maglia una presenza più fluida e rilassata. Ogni punto e ogni fibra contribuiscono a creare un equilibrio diverso tra forma e comfort.
Non fu un episodio isolato. Negli anni successivi Venturini continua a esplorare nuovi linguaggi della maglia. Nel 1960 fonda "Maria", un marchio dedicato alla lavorazione a mano anziché a macchina, con intarsi dai colori insoliti e ricami che diventano la sua firma. Un percorso che nel 1967 viene riconosciuto a livello internazionale con il Neiman Marcus Fashion Award, uno dei premi più prestigiosi della moda americana dell'epoca, assegnato quell'anno, per la prima volta, esclusivamente a designer italiani: accanto a lui, nomi come Valentino e Fiamma Ferragamo. A conferma che quell'intuizione nata su una costa italiana non fu un lampo isolato, ma l'inizio di una vera e propria scuola di stile.

La maglieria estiva come simbolo di un’idea di eleganza

Da quel momento, la maglieria estiva entra nell’immaginario collettivo come il simbolo di un nuovo ritmo di vita.
Polo in maglia, t-shirt leggere e capi dalle linee essenziali accompagnano giornate senza confini precisi: la mattina al mare, il pomeriggio in città, una cena improvvisata quando il sole è già sceso. Sono capi che seguono la giornata nel suo farsi.
La versatilità della maglia estiva nasce anche dalla scelta dei materiali: fibre come lino e cotone organico permettono di ottenere superfici leggere, traspiranti e piacevoli sulla pelle, mentre costruzioni differenti — dal jersey alle lavorazioni più materiche — definiscono capi adatti a momenti diversi della giornata.
Non è un caso che proprio in quegli anni Portofino diventi la meta prediletta del jet set internazionale: tra le sue vie e i saloni dell'Hotel Splendido passano, in quel periodo, personalità come Rex Harrison, Elizabeth Taylor, Clark Gable, Greta Garbo, Ingrid Bergman, fino ai Duchi di Windsor. Un piccolo borgo di pescatori che, quasi per caso, diventa il palcoscenico di un'intera epoca.
È un’estetica che il cinema e la fotografia hanno reso indimenticabile: colori morbidi, occhiali da sole appoggiati sul tavolo, terrazze illuminate dalla luce dorata del tramonto, feste sull’acqua che continuano fino a tardi.
Una barca ferma al largo, il porto illuminato in lontananza, una brezza leggera che attraversa la sera. Qualcuno si toglie le scarpe sul ponte, resta con la stessa maglia indossata durante il giorno e continua la notte senza cambiare nulla.
Perché è proprio questa la sua forza: la maglieria estiva non rappresenta una regola da seguire. Anzi, va a delineare una nuova forma di eleganza. Libera, personale, autentica.

It is no coincidence that in those very years Portofino became the favourite destination of the international jet set: along its streets and in the salons of the Hotel Splendido, figures such as Rex Harrison, Elizabeth Taylor, Clark Gable, Greta Garbo, Ingrid Bergman and the Duke and Duchess of Windsor all passed through.
A small fishing village that, almost by chance, became the stage of an entire era.
It is an aesthetic that cinema and photography have made unforgettable: soft colours, sunglasses resting on a table, terraces lit by the golden light of sunset, parties on the water that continue until late. A boat anchored offshore, the harbour lit in the distance, a light breeze drifting through the evening. Someone takes their shoes off on deck, stays in the same knit worn during the day and carries on into the night without changing a thing.
Because this is precisely its strength: summer knitwear does not represent a rule to follow. On the contrary, it outlines a new form of elegance.
Free, personal, authentic.

La maglieria estiva oggi

Ancora oggi, una polo in maglia o una t-shirt lavorata a maglia raccontano la stessa idea di libertà.

Sono capi contemporanei, ma conservano dentro di sé un immaginario senza tempo: il piacere delle cose semplici, la qualità dei materiali naturali, il valore di ciò che è pensato per accompagnare più stagioni e più storie.
Non stupisce che, a distanza di quasi settant'anni, quella stessa estetica torni ciclicamente al centro dell'attenzione: il gusto per un'eleganza sobria, costruita su capi essenziali e materiali autentici più che su loghi vistosi, è oggi una delle direzioni più seguite nel modo in cui ci si veste d'estate.
In Artknit questa filosofia prende forma attraverso una maglieria estiva realizzata in Italia, dove tradizione artigianale e ricerca contemporanea si incontrano.
Ogni capo nasce per seguire momenti diversi: una mattina lenta, un viaggio verso il mare, una passeggiata senza meta, una cena all’aperto quando l’aria inizia a rinfrescarsi.
Perché alcuni capi non appartengono soltanto al momento in cui vengono indossati. Restano legati ai luoghi, alle persone e alle giornate che hanno attraversato.
La stessa luce morbida sulla costa, la stessa lentezza di una sera d’estate. Una nuova maglia addosso, con quella stessa sensazione di leggerezza che continua a passare da una generazione all’altra.

Fonti

Lacoste Heritage
Musée de la Mode et du Textile
Fondazione Museo del Tessuto di Prato
Portofino Turismo
The Metropolitan Museum of Art – Costume Institute Archives
Vogue Archives